A cinque giorni dal termine della sessione estiva di calciomercato e alla vigilia dell’esordio casalingo a San Siro contro il Venezia, il tecnico del Milan Rúben Amorim si è presentato nella sala stampa di Milanello per la classica conferenza della vigilia. Un intervento schietto, lucido e privo di filtri, in cui il tecnico portoghese ha toccato i temi caldi del momento: dalla situazione spinosa legata a Rafael Leão alla gestione di Christian Pulisic, passando per la filosofia tattica, il mercato in uscita e la valorizzazione dei giovani.
Di seguito l’analisi integrale di quanto dichiarato dall’allenatore rossonero.
Il caso Leão e la gestione delle stelle: “Nel calcio arriva il momento in cui è meglio andare altrove”
La notizia più attesa riguarda senza dubbio Rafael Leão. Il numero 10 rossonero, al centro di numerose voci di mercato nelle ultime settimane, non farà parte dei convocati per la gara contro i veneti. Amorim ha affrontato l’argomento direttamente, definendo sia lo stato atletico del giocatore sia la complessa situazione contrattuale e di mercato.
“Leão si è allenato una sola volta, non ha la condizione adatta per essere della partita, non sarà della partita”, ha esordito seccamente l’allenatore.
Incalzato dai giornalisti sulle prospettive del portoghese, Amorim non si è nascosto dietro frasi di circostanza:
“A cinque giorni dalla fine del mercato non abbiamo niente da nascondere. A volte nel calcio arriva il momento in cui è meglio andare altrove. Siamo in questa situazione. Leão è un grande calciatore, se ha il giusto mindset può giocare in qualsiasi squadra. Tra cinque giorni parleremo apertamente di mercato, nella prossima conferenza stampa risponderò a tutte le domande a riguardo, ve lo prometto. Per adesso la priorità assoluta resta il campo e il Venezia”.
La scelta appare chiara: la dirigenza e il tecnico intendono preservare l’equilibrio del gruppo e schierare solo chi si trova al cento per cento sia fisicamente che con la testa rivolta agli obiettivi della squadra.
Le condizioni di Pulisic e l’assetto tattico degli esterni
Un altro tema cruciale riguarda Christian Pulisic, reduce da un problema fisico patito nei giorni scorsi. Amorim ha confermato che lo statunitense non partirà dall’inizio, pur lasciando aperta la porta a un suo utilizzo a gara in corso.
“Pulisic è reduce da un infortunio e non sarà titolare. Vedremo se potrà fare dei minuti durante la partita”, ha chiarito il tecnico.
Senza Pulisic e Leão nell’undici iniziale, le scelte sulle corsie esterne diventano determinanti. Amorim ha spiegato come intende ruotare le proprie pedine mantenendo inalterata la struttura della squadra:
“Diego Moreira può giocare sia insieme che al posto di Chukwueze. Se Chukwu dovesse mancare, con Moreira inseriamo un profilo che non fa mutare l’identità tattica della squadra. Ci saranno partite in cui utilizzeremo due quinti molto offensivi, altre in cui, di fronte a un centrocampo a quattro avversario, potremo abbassare Bartesaghi sulla linea della difesa. Dobbiamo avere flessibilità senza perdere la nostra impronta”.
La rosa e gli esuberi: “Impossibile allenarsi con 27 giocatori”
Con la finestra di mercato agli sgoccioli, la gestione numerica dello spogliatoio rappresenta una sfida logistica e psicologica per lo staff. Amorim ha ribadito con fermezza la necessità di sfoltire l’organico per mantenere alto il livello degli allenamenti.
“Sono veramente contento della squadra che ho a disposizione, ma se un calciatore è fuori dal progetto non è perché non mi piaccia tecnicamente. Abbiamo ottimi elementi, ma è matematicamente impossibile allenarsi bene con 27 giocatori. Nessuno sarebbe soddisfatto. Come società mettiamo a disposizione staff e strutture affinché chi è in uscita possa continuare a lavorare al meglio, ma la gestione quotidiana richiede un gruppo di lavoro più snello. Non possiamo risolvere tutti i problemi in un’unica sessione di mercato: ciò che facciamo oggi avrà un impatto sui prossimi quattro o cinque anni”.
Tra presente e futuro: la crescita di Camarda e l’importanza di Rabiot
Tra i temi toccati non sono mancati i singoli che stanno trovando spazio nel nuovo ciclo rossonero, in particolare il giovane Francesco Camarda e il francese Adrien Rabiot.
Sul fronte dell’attacco e del minutaggio concesso ai giovani, Amorim predica pazienza ed equilibrio:
“Camarda ha bisogno di tempo e di spazio. Io, come allenatore, credo molto in lui. Voglio ritrovarmi nella situazione di doverlo schierare perché questo aiuterà la sua crescita. Deve abituarsi al ritmo del nostro gioco e deve sentirsi importante: non la terza opzione dell’attacco del Milan, ma la seconda. Quando un giovane sente la fiducia, fa quel passo in più. Ci vuole pazienza anche da parte dell’ambiente, ma il suo talento è indiscusso”.
Speso bene anche il capitolo dedicato ad Adrien Rabiot, punto fermo della medana milanista:
“Vogliamo che Rabiot rimanga e, se possibile, desideriamo rinnovargli il contratto. Lo sa bene. Nonostante la sua esperienza, ha ancora una grande voglia di imparare e in allenamento è un punto di riferimento per i giovani. Può giocare sia da centrocampista puro che da trequartista, come faceva al Marsiglia. È un giocatore estremamente intelligente, con ottima lettura di gioco e tiro da fuori”.
L’analisi del match con il Venezia e l’appello per la Serie A
Guardando alla partita di domani sera, Amorim non intende cali di tensione. Il ricordo dei punti persi in passato contro squadre di bassa classifica è un monito sufficiente per mantenere la guardia alta.
“L’esordio a San Siro sarà un momento speciale per me, voglio godermelo ma restando concentratissimo sulla gara”, ha ammesso l’allenatore portoghese. “Il Venezia è una squadra organizzata e pericolosa. Se ci si limita a guardare il loro risultato contro il Lecce non si comprende la loro reale forza. Loro cercheranno di fare una marcatura a uomo su tutto il campo e fare possesso palla; noi dovremo essere intelligenti, umili, disposti a pressare e a correre tanto”.
Infine, Amorim ha voluto dedicare un pensiero al valore del calcio italiano, proponendo una riflessione globale sul movimento:
“In Serie A ci sono allenatori molto preparati e idee tattiche intelligenti. Dobbiamo però imparare a ‘vendere’ meglio il prodotto del campionato italiano a livello internazionale. Per farlo, il primo passo è proporre un bel calcio, mantenere continuità nelle prestazioni ed offrire uno spettacolo di alto livello”.
La palla passa ora al campo: domani sera a San Siro, contro il Venezia, il Milan cercherà conferme e tre punti fondamentali per proseguire il proprio cammino.
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