Il Milan si trova davanti a un bivio cruciale per il proprio futuro e le parole di Massimo Ferrari arrivano come un manifesto programmatico per un deciso cambio di rotta. Il manager, reduce dall’addio a Webuild e già membro del Consiglio d’Amministrazione rossonero in epoca Elliott, ha espresso una visione chiarissima sulle pagine della Gazzetta dello Sport in merito a ciò che serve per riportare il club ai vertici del calcio europeo.
La ricetta di Ferrari è netta: azzerare e ripartire, abbandonando la mentalità del “compitino” per riabbracciare la grandezza storica del club.
I 3 pilastri del piano Ferrari per il Milan
”È il momento di azzerare e ripartire. Sbagliato porsi come unico obiettivo il quarto posto.”
Il pensiero del top manager si articola su tre direttrici fondamentali, mirate a correggere l’attuale assetto societario e sportivo:
1. Più Ambizione (Oltre il quarto posto)
Ferrari contesta la filosofia aziendale che vede nella qualificazione in Champions League il traguardo massimo stagionale. Per un club con la storia del Milan, il posizionamento tra le prime quattro deve essere la normalità, non il punto d’arrivo. Serve una mentalità vincente radicata nella dirigenza.
2. Una catena di comando chiara e “Una voce sola”
Una delle critiche più forti all’attuale gestione riguarda la frammentazione della leadership. Secondo Ferrari, il Milan ha un disperato bisogno di:
- Un Amministratore Delegato di riferimento che accentri le decisioni operative.
- Una linea comunicativa unica, evitando la confusione di avere troppi portavoce diversi che parlano all’esterno.
- Una visione societaria compatta e senza crepe interne.
3. Il ritorno di Paolo Maldini e le leggende
La figura di Paolo Maldini resta centrale nel cuore della tifoseria e, secondo Ferrari, deve esserlo anche nell’organigramma. “Uno come Maldini deve stare in questo club” ha dichiarato apertamente. L’idea è quella di reinserire un Direttore Tecnico credibile, di forte spessore calcistico, affiancandogli magari un comitato consultivo d’eccellenza in cui coinvolgere figure storiche del calibro di Adriano Galliani per supportare le scelte strategiche.
Candidatura ad? “Se ci fosse una chance, la valuterei”
Le parole di Ferrari non sono solo quelle di un tifoso illustre, ma sanno di posizionamento strategico. Dopo aver concluso la sua lunghissima esperienza come Direttore Generale di Webuild, il manager ha ammesso che, pur non essendoci ancora stati contatti diretti con Gerry Cardinale, l’opportunità di guidare il Milan lo affascinerebbe molto:
“Non ho parlato con Cardinale, ma se ci fosse una chance la valuterei. Anche se c’è solo un’opportunità, dobbiamo restituire al Milan il suo posto giusto attraverso competenza, innovazione e una leadership forte ed efficace.”
Resta da capire come RedBird e l’attuale management (da Furlani a Ibrahimovic) accoglieranno queste riflessioni, arrivate in un momento in cui la Curva Sud e la tifoseria spingono per risposte chiare sulle ambizioni future del club.
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