Il calciomercato estivo del Milan ha ufficialmente innestato le marce altissime, regalando una sessione di trasferimenti che non si vedeva da anni a Milanello per investimenti, tempistiche e determinazione. La dirigenza di Via Aldo Rossi ha piazzato un altro colpo da novanta che sposta in maniera sensibile gli equilibri della retroguardia rossonera: è fatta per l’arrivo a Milano di Mario Gila, pilastro difensivo proveniente dalla Lazio. Con questo innesto, il budget complessivo investito dalla proprietà per rinforzare la rosa ha superato la clamorosa barriera dei 100 milioni di euro, mandando un segnale inequivocabile e chiarissimo a tutte le rivali del campionato italiano e alle big d’Europa: il Diavolo è tornato a fare la voce grossa e vuole riprendersi lo scettro della Serie A.
L’operazione che ha portato il centrale spagnolo alla corte del nuovo allenatore Ruben Amorim rappresenta il perfetto connubio tra programmazione tecnica e solidità finanziaria. La trattativa non è stata affatto semplice, considerando le note resistenze del presidente della Lazio Claudio Lotito e l’agguerrita concorrenza di club come Napoli e Atalanta, che avevano individuato nel classe 2000 l’elemento ideale per i rispettivi scacchieri tattici. A fare la differenza, in modo definitivo e insindacabile, è stata la ferrea volontà del calciatore. Mario Gila ha espresso in tempi non sospetti il suo totale gradimento per il progetto tecnico milanista, rifiutando ogni altra destinazione e chiedendo esplicitamente il trasferimento a Milano.
I dettagli economici dell’operazione descrivono un affare di primissimo piano. L’accordo tra i due club è stato trovato sulla base di una valutazione complessiva di 30 milioni di euro. Bisogna ricordare che una fetta importante di questa cifra, precisamente il 50%, finirà nelle casse del Real Madrid, che si era garantito una robusta percentuale sulla futura rivendita al momento del passaggio del giocatore in biancoceleste. Per il centrale iberico è pronto un contratto a lungo termine, un quinquennale da circa 5 milioni di euro a stagione, bonus inclusi, segno di quanto la società creda nelle sue qualità e nella sua futuribilità.
L’arrivo di Mario Gila rappresenta il secondo pilastro di una campagna acquisti semplicemente faraonica. Sommando i 30 milioni spesi per il difensore spagnolo ai circa 74 milioni di euro precedentemente investiti per strappare il bomber portoghese Gonçalo Ramos al Paris Saint-Germain, il Milan sfonda con decisione il tetto dei 100 milioni di euro spesi in questa prima fase del mercato estivo. L’arrivo di un attaccante moderno e d’area di rigore come Ramos, abbinato alla solidità e alla rapidità di Gila in difesa, regala a Ruben Amorim una spina dorsale di assoluto livello internazionale, adatta a sopportare le pressioni di una stagione che vedrà il Milan impegnato su più fronti.
Con la difesa e l’attacco parzialmente blindati dai colpi principali, le attenzioni del direttore tecnico e di tutto il comparto scout si spostano ora con urgenza sulla trequarti. Nel nuovo impianto tattico che Amorim sta disegnando per la squadra, idealmente impostato su un dinamico 3-4-2-1, il ruolo dei due sottopunta è cruciale. Non si tratta solo di rifinire il gioco per l’unica punta, ma di garantire strappi in velocità, fantasia nello stretto, capacità di interscambio e, soprattutto, un numero elevato di gol e assist. Al momento, i titolari designati in quel settore nevralgico del campo sono Christian Pulisic e Christopher Nkunku, due calciatori capaci di spaccare le partite in qualsiasi momento grazie alla loro classe e rapidità. Tuttavia, la lunghezza della stagione e la necessità di avere alternative di pari livello impongono l’acquisto di un nuovo innesto di qualità.
La dirigenza rossonera sta valutando attentamente tre opzioni principali per completare la batteria dei trequartisti, seguendo una linea strategica ben definita: scovare il talento purissimo, preferibilmente giovane, capace di integrarsi rapidamente nei meccanismi di Amorim senza alterare gli equilibri dello spogliatoio.
La prima opzione porta direttamente in Belgio e risponde al nome di Constantinos Karetsas, gioiellino di proprietà del Genk. Classe 2007, Karetsas è considerato dagli addetti ai lavori uno dei talenti più cristallini e puri del panorama calcistico europeo. Nonostante la giovanissima età, ha già dimostrato una personalità fuori dal comune, abbinata a un controllo di palla magnetico e a una visione di gioco che ricorda i grandi trequartisti del passato. Per caratteristiche tecniche, Karetsas ama agire tra le linee, ricevere il pallone spalle alla porta per poi girarsi in un fazzoletto e inventare l’assist decisivo o tentare la conclusione personale. Lo scouting del Milan lo segue da mesi con relazioni entusiastiche e Amorim lo vedrebbe benissimo come elemento di estro puro da lanciare gradualmente per scardinare le difese più chiuse della Serie A.
La seconda pista monitorata con grandissima attenzione porta invece in Germania ed è rappresentata da Milan Alajbegovic. Il fantasista delle giovanili dello Stoccarda, nato nel 2008, è un altro profilo a bassissima età che fa gola a mezza Europa, ma sul quale il Milan si è mosso d’anticipo rispetto alla concorrenza. Alajbegovic è un trequartista moderno, dotato di un baricentro basso che gli permette cambi di direzione fulminei e un dribbling secco nello stretto che crea costantemente la superiorità numerica. Rispetto a Karetsas, ha caratteristiche più orientate alla verticalizzazione immediata e all’inserimento senza palla, qualità che si sposerebbero alla perfezione con il gioco aggressivo e verticale predicato da Ruben Amorim. La dirigenza rossonera vede in lui non solo un rinforzo di prospettiva per il futuro, ma un elemento in grado di respirare l’aria della prima squadra fin da subito.
La terza e ultima opzione al vaglio della dirigenza è rappresentata da una soluzione più fisica e di gamba, che potrebbe concretizzarsi o attraverso la valorizzazione interna di un profilo di strappo come Cissé, oppure tramite un’opportunità di mercato low-cost che garantisca caratteristiche diverse rispetto alla pura fantasia dei sopracitati giovani. Questa opzione nasce da una precisa richiesta tattica dell’allenatore: in determinate partite, soprattutto in trasferta in Europa o nei big match di campionato, Amorim ha bisogno di un sottopunta che sappia fare una transizione difensiva feroce, capace di pressare il portatore di palla avversario e di ribaltare l’azione con strappi di pura potenza atletica. Un profilo più muscolare, insomma, che sappia abbinare il sacrificio alla qualità tecnica.
I prossimi giorni saranno decisivi per capire su quale di queste tre strade il Milan deciderà di affondare il colpo definitivo. Quel che è certo è che la filosofia del club non cambia: investire pesantemente sui titolari e affiancare loro i migliori talenti del calcio mondiale per aprire un ciclo vincente duraturo. Con oltre 100 milioni già messi a referto in questa caldissima estate di mercato, la proprietà ha dimostrato con i fatti di voler regalare ai propri tifosi una squadra stellare. La caccia al trequartista è ufficialmente aperta e la sensazione è che il colpo finale sia davvero dietro l’angolo.
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