Buona la prima per il Milan di Ruben Amorim, che comincia il proprio cammino in Serie A conquistando tre punti di vitale importanza sullo ostico terreno dello Stadio Olimpico Grande Torino. Un 2-1 maturato al termine di una sfida intensa, tattica e a tratti sofferta, sbloccata e chiusa nell’arco di soli tre minuti nella ripresa grazie alle stoccate del debuttante Alphadjo Cissé e del subentrato Adrien Rabiot, prima del vano gol nel finale firmato da Che Adams per i granata.
Andiamo ad analizzare nel dettaglio il rendimento di tutti i protagonisti rossoneri scesi in campo, mettendo a confronto i giudizi, i voti e le pagelle stilate dalle principali testate giornalistiche sportive nazionali, da La Gazzetta dello Sport a Tuttosport, passando per il Corriere dello Sport e Sportmediaset.
La regia di Amorim e le scelte tattiche: voto 6,5
Il tecnico portoghese dimostra fin dal debutto di avere idee chiare e un piglio deciso. Schiera un Milan organizzato con il 3-4-2-1, lanciando dal primo minuto senza alcun timore reverenziale il diciannovenne Alphadjo Cissé sulla trequarti. Quando la partita sembrava incanalarsi verso un binario di stallo e profondo equilibrio, Amorim ha capito che serviva cambiare marcia, operando un doppio cambio determinante al minuto 56 con gli ingressi di Rabiot e Modrić. I media concordano nel premiarne la lettura della gara in corsa e la capacità di soffrire da squadra nel forcing finale del Torino.
I pali della porta e il pacchetto arretrato
Mike Maignan — Media Voto: 6,0
Una serata di ordinaria amministrazione per il capitan rossonero, quasi paragonabile a un prolungamento delle vacanze per lunga parte del match. Sempre attento e sicuro nelle uscite alte e nell’impostazione coi piedi, risponde presente sulle poche conclusioni velenose del Torino nel corso del primo tempo. Assolutamente incolpevole sulla prodezza in sforbiciata da centro area con cui Che Adams accorcia le distanze in pieno recupero.
Mario Gila — Media Voto: 6,5
La sua integrazione nella difesa a tre prosegue a vele spiegate. Il centrale spagnolo mostra una maturità tattica crescente: pulito negli interventi, puntuale nelle chiusure diagonali e sempre calmo nella gestione della sfera sotto la pressione degli attaccanti granata. Riduce al minimo i rischi e rende semplici anche gli interventi più complessi.
Koni De Winter — Media Voto: 5,5
La nota meno brillante del reparto arretrato rossonero. I quotidiani sottolineano qualche sbavatura di troppo in fase di disimpegno e un atteggiamento talvolta interpretato come eccessivamente lezioso o insufficiente. Soffre i movimenti di Simeone e Vlasic tra le linee, venendo spesso salvato dal senso della posizione dei suoi compagni di reparto Pavlovic e Gila.
Strahinja Pavlović — Media Voto: 6,5
Un gigante insuperabile nel corpo a corpo. Il centrale serbo sprigiona un potere di intimidazione fisica impressionante per tutti i novanta minuti, cancellando dalla partita gli avanti del Torino nel gioco aereo e nei contrasti diretti. Oltre al lavoro difensivo di alto livello, si concede diverse sgroppate palla al piede nella metà campo avversaria che creano superiorità numerica e apprensione nella retroguardia di casa.
Matteo Gabbia (dal 75′) — Media Voto: 6,0
Entra nel quarto d’ora finale al posto di Gila per alzare il muro difensivo nel momento di massima spinta del Torino. Svolge il proprio compito con grande senso della posizione, respingendo i palloni piovuti in area nei concitati minuti conclusivi.
Le corsie esterne e la cerniera di centrocampo
Samuel Chukwueze — Media Voto: 6,5
Confermato sulla fascia destra con compiti di tutta fascia, l’esterno nigeriano appare rigenerato, iperattivo e propositivo fin dai primi battiti di gioco. Punta costantemente il diretto avversario, crea scompiglio nella difesa di casa e, dopo aver tentato la conclusione personale nel primo tempo, nella ripresa sforna un cross al bacio dal fondo che Cissé deve solo spingere in rete per il gol dello 0-1.
Pervis Estupiñán — Media Voto: 5,5
Ancora lontano dalla condizione ideale e dalle trame tattiche richieste da Amorim. Sulla corsia mancina soffre le sortite offensive del Torino, mostrando qualche incertezza di troppo nella scelta dei passaggi e nella diagonale difensiva. Sostituito a metà secondo tempo per dare maggiore equilibrio al binario sinistro.
Yunus Musah — Media Voto: 6,0
Lavoro oscuro ma prezioso in mezzo al campo. Il centrocampista americano corre per due, recupera un buon numero di palloni e offre costante raddoppio di marcatura sulle ripartenze piemontesi. Un elemento ritrovato e utile per dare sostanza alla mediana rossonera.
Ardon Jashari — Media Voto: 6,5
Fornisce segnali di grandissima crescita rispetto alla passata stagione. Ordinato, lucido sotto pressione e dotato di ottima visione di gioco, detti i tempi della manovra con personalita e si fa notare per un paio di lanci millimetrici da quaranta metri che spalancano il campo per gli inserimenti degli esterni.
Davide Bartesaghi (dal 65′) — Media Voto: 6,0
Rileva Estupiñán e interpreta il ruolo con maggiore disciplina e attenzione difensiva. Presidia la corsia con fisicità e si concede anche qualche sortita in avanti per far rifiatare la squadra.
I trequartisti e la svolta dalla panchina
Alphadjo Cissé — Media Voto: 7,25
La vera favola della serata dell’Olimpico Grande Torino. Lanciato da titolare all’esordio assoluto in Serie A con la maglia del Milan, il classe 2006 ex Catanzaro gioca con la personalità e la disinvoltura di un veterano. Cerca la giocata, crea superiorità, sfiora la marcatura nel primo tempo e al 64′ si fa trovare pronto sul secondo palo per siglare un gol storico che sblocca il match. Una prestazione da incorniciare che mette d’accordo tutti i quotidiani nazionali.
Ruben Loftus-Cheek — Media Voto: 6,0
Parte con marce altissime, proponendo strappi fisici devastanti palla al piede che mettono in crisi la mediana granata nei primi venti minuti. Con il passare del tempo la sua intensità cala e commette qualche fallo di frustrazione (rimediando anche un cartellino giallo) prima di lasciare il posto a Rabiot nella ripresa.
Adrien Rabiot (dal 56′) — Media Voto: 7,5 (MVP)
Impatto devastante sul match. Il francese entra in campo al posto di Loftus-Cheek posizionandosi sulla trequarti centro-destra e spacca la partita in tre minuti. Prima innesca l’azione dell’1-0 di Cissé con un’apertura illuminante, poi veste i panni del bomber inserendosi con i tempi giusti per svettare di testa o piazzare la zampata del 2-0 che ipoteca la vittoria rossonera. Giocatore di caratura superiore e leader indiscusso della serata.
Luka Modrić (dal 56′) — Media Voto: 6,5
Il suo ingresso in campo coincide matematicamente con la svolta tecnica del Milan. Non ha bisogno di ritmi forsennati: gli basta gestire la sfera con due tocchi, nascondere il pallone agli avversari e dettare i tempi di passaggio con classe cristallina per trasformare il Milan da squadra contratta a macchina cinica ed spietata.
Alexis Saelemaekers (dal 65′) — Media Voto: 6,0
Subentra a Cissé per aggiungere sostanza e copertura al reparto d’attacco negli ultimi venticinque minuti. Lavora bene in fase di riaggressione, anche se dimostra di dover ancora affinare gli automatismi nel nuovo ruolo di trequartista disegnato per lui da Amorim.
Il lavoro dell’attaccante centrale
Gonçalo Ramos — Media Voto: 6,0
Una partita di grande sacrificio al servizio dei compagni. Si trova a fare a sportellate per novanta minuti contro i tre granitici difensori centrali del Torino, giocando spalla alla porta ed aprendo varchi preziosi per gli inserimenti dei trequartisti. Anche se non trova il guizzo vincente in zona gol, la sua generosità e il suo lavoro senza palla risultano fondamentali per la conquista dei tre punti.
Analisi complessiva del match e prospettive rossonere
La media voti complessiva del Milan al debutto in campionato si attesta su un solidissimo 6,5 abbondante. Le pagelle dei maggiori giornali sportivi evidenziano un dato chiarissimo: la squadra rossonera ha già assimilato parte dei concetti tattici di Ruben Amorim, mostrando un’identità molto diversa rispetto al passato recente.
Non è stata una vittoria passeggiata, ed è forse proprio questo il segnale più incoraggiante. Il Milan ha saputo soffrire la grinta del Torino nel primo tempo, ha avuto la pazienza di attendere il momento giusto per colpire e ha sfruttato la qualità immensa della propria panchina quando la gara richiedeva un cambio di passo. L’intesa tra la freschezza e l’entusiasmo dei giovani come Cissé e l’esperienza e il carisma di campioni del calibro di Rabiot e Modrić rappresenta la ricetta perfetta per affrontare una stagione lunga e densa di impegni.
C’è ancora da lavorare su alcuni meccanismi difensivi — come dimostrato dal gol subito nel finale e dal palo colpito da Njie al 75′ — e sull’amalgama degli esterni, ma conquistare i tre punti a Torino all’esordio stagionale dona un’iniezione di fiducia straordinaria a tutto l’ambiente rossonero. La strada imboccata è quella giusta e la sensazione è che questo Diavolo abbia ancora enormi margini di miglioramento.
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