La vittoria per 2-0 incassata a San Siro contro il Venezia regala al Milan tre punti di fondamentale importanza per la classifica e per il morale, confermando una partenza positiva nella nuova stagione. Sebbene la prestazione complessiva della squadra guidata da Rúben Amorim abbia mostrato ancora diversi aspetti da registrare e una fluidità di gioco non sempre costante, l’analisi incrociata delle pagelle redatte dalle principali testate giornalistiche sportive italiane — tra cui La Gazzetta dello Sport, il Corriere dello Sport e Tuttosport — permette di tracciare un quadro dettagliato del rendimento dei singoli protagonisti scesi in campo.
Tra i pali, Mike Maignan vive una serata di sostanziale ordinaria amministrazione, meritando una media piena del 6,17. Il portiere francese viene chiamato in causa raramente da conclusioni davvero insidiose da parte degli attaccanti veneti, ma si distingue per la solita reattività nelle uscite alte e per la freddezza nella gestione della sfera con i piedi, infondendo la consueta sicurezza all’intero reparto arretrato.
Il pacchetto difensivo a tre offre risposte estremamente solide, spinte dalle prestazioni maiuscole dei singoli. Il leader indiscusso della retroguardia rossonera risulta essere Strahinja Pavlović, che ottiene una media voto di 6,67. Il gigante serbo si conferma un pilastro insostituibile: non solo domina nel lavoro sporco e negli interventi in chiusura — leggendario un doppio salvataggio nel primo tempo su Yeboah —, ma non disdegna pericolose proiezioni offensive palla al piede. Al suo fianco brilla anche Mario Gila, promosso a pieni voti dalla critica con una media del 6,50. Lo spagnolo evidenzia un feeling immediato con gli schemi tattici di Amorim, mettendo in mostra anticipi puliti, aggressività feroce nei duelli individuali e una maturità difensiva che gli fa conquistare gli applausi scroscianti di San Siro. Qualche riserva in più viene espressa per Koni De Winter, che chiude con una media del 6,00. Il belga appare a tratti troppo timido nelle uscite e meno sicuro nel posizionamento rispetto ai compagni di linea, alternando buoni recuperi a incertezze che potevano costare care.
Sulla linea dei quinti e a centrocampo, il rendimento offre spunti di riflessione differenti tra i vari interpreti. Sulla fascia destra, Samuel Chukwueze strappa una media del 6,00: il nigeriano mostra una generosità encomiabile nel ripiegamento difensivo e grande continuità nella corsa, anche se negli ultimi sedici metri difetta ancora della cattiveria e della precisione necessarie per fare male al portiere avversario. Dalla parte opposta, il giovane Davide Bartesaghi si attesta su una media del 5,83. La sua gara è giudicata ordinata e atleticamente valida dalla maggior parte della critica, nonostante una sbavatura nel primo tempo che ha costretto Pavlović agli straordinari per rimediare.
In mezzo al campo, Yunus Musah incassa una media del 6,17. Lo statunitense assicura dinamismo, strappi palla al piede e numerosi palloni recuperati, anche se pesa sul suo giudizio una clamorosa traversa colpita a inizio ripresa che avrebbe potuto sbloccare la gara con ampio anticipo. Accanto a lui, la sapienza tattica di Luka Modrić vale una media del 6,00. Il fuoriclasse croato gestisce i ritmi con la consueta classe ed è impeccabile sui calci piazzati, anche se appare comprensibilmente condizionato da ritmi di gioco elevatissimi e dalle fatiche accumulate. Il nota dolente della serata è rappresentata da Ruben Loftus-Cheek, che rimedia la media più bassa di giornata con un 5,33. Il centrocampista inglese si dimostra poco reattivo, svogliato nella fase di interdizione e incapace di trovare la giusta collocazione tra le linee, venendo giustamente sostituito nella ripresa.
L’attacco rossonero vive sui ritmi dell’imprevedibilità e del talento giovanile. Alpha Cisse guadagna una media del 5,83: il ragazzo mette in mostra grande coraggio e voglia di spaccare la partita, ma sbatte contro la marcatura stretta della difesa veneta perdendo troppi palloni nella trequarti avversaria. Il vero protagonista della serata offensiva è però Gonçalo Ramos, che porta a casa una media voto di 6,67. La prova dell’attaccante portoghese è una vera e propria montagna russa emotiva: per oltre un’ora di gioco spreca occasioni favorevoli davanti a Stanković, apparendo a tratti impreciso, ma al minuto sessantanove tira fuori dal cilindro una perla di sinistro nell’angolino più difficile, sbloccando la gara e regalandosi la prima gioia sotto la Curva Sud.
Un capitolo a parte meritano le sostituzioni effettuate da Rúben Amorim, che si sono rivelate la mossa tattica vincente della serata. Alexis Saelemaekers è incontestabilmente l’uomo copertina e il migliore in campo per distacco, conquistando una media voto stellare di 7,17. Entrato con un piglio devastante, l’esterno belga spacca letteralmente in due la difesa del Venezia: crea pericoli a ripetizione, pennella l’assist perfetto per la rete di Ramos e inventa anche la giocata che porta al raddoppio finale. Molto positivo anche l’impatto di Adrien Rabiot, con una media del 6,17, che subentra garantendo fisicità, esperienza e un’impeccabile gestione dei tempi di gioco nel momento di massimo sforzo avversario. Infine, Ardon Jashari merita una media di 6,17: lo svizzero entra in campo con la testa giusta e trova la gioia del primo gol rossonero con la complicità di una deviazione fortunata, chiudendo definitivamente i conti a favore dei padroni di casa.
In panchina, mister Rúben Amorim riceve una media di 6,75 dai quotidiani. Al tecnico portoghese viene riconosciuto il merito di aver letto benissimo lo svolgimento tattico del match, indovinando i cambi al momento giusto e insistendo con fiducia su Gonçalo Ramos quando la partita sembrava stregata. La sua squadra mostra già un’identità ben precisa, pur con margini di miglioramento ancora evidenti soprattutto nella continuità della manovra e nella gestione dei cali di concentrazione.
In definitiva, i giudizi della stampa specializzata premiano la reazione caratteriale della squadra e la capacità di incidere dei panchinari, indicando in Saelemaekers, Ramos e Pavlović i pilastri su cui costruire le prossime uscite stagionali. Per il Milan si tratta di una vittoria sporca ma fondamentale, capace di regalare entusiasmo e di spingere l’ambiente verso i prossimi impegni con rinnovata fiducia nei propri mezzi.
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