C’era bisogno di una risposta forte, di quelle che spazzano via i dubbi e le incertezze accumulate in avvio di stagione. San Siro ha risposto presente e la squadra di Ruben Amorim ha ripagato il pubblico con una prestazione convincente, solida e ricca di spunti tattici di altissimo profilo. Il 3-0 inflitto al Lecce nella quinta giornata di Serie A è un manifesto di fluidità posizionale, qualità individuale e consapevolezza nei propri mezzi.
In una serata in cui la regia di Luka Modrić e il dinamismo di Adrien Rabiot hanno dettato la legge a centrocampo, è stato Christian Pulisic a prendersi la copertina e lo scettro di migliore in campo. Ma analizziamo nel dettaglio, reparto per reparto, i voti e il giudizio dei principali quotidiani sulla prestazione dei nostri ragazzi.
La Difesa: Muro e Regia Arrettrata (Media Reparto: 6.42)
Mike Maignan (6.17): Una serata vissuta per lunghi tratti da spettatore non pagante. Il Lecce attacca con poca convinzione e la retroguardia gli scherma quasi ogni traiettoria. Nel finale di gara si fa trovare pronto con una parata felina a mano aperta per conservare la porta inviolata e il clean sheet. Ordinario e sicuro.
Mario Gila (6.50): Prestazione di grande personalità. Posizionato formalmente come braccetto/terzino, gioca da difensore “guardioliano”, stringendo spesso la posizione verso il centro del campo in fase di prima costruzione. Aggressivo nei contrasti, legge in anticipo le intenzioni avversarie ed è proprio da un suo recupero palla alto che nasce l’azione della seconda rete.
Koni De Winter (6.33): Una gara ordinata, senza fronzoli e priva di grosse sbavature. Controlla con autorevolezza le offensive di Štulić ed Esteban, dimostrandosi solido nel gioco aereo. Sfiora persino la gioia personale con un colpo di testa su sviluppo da palla inattiva. Certezza.
Strahinja Pavlović (6.67): Il gigante serbo sfodera una prestazione di sostanza arricchita da una gemma stilistica. Oltre ad annullare qualsiasi velleità del reparto d’attacco salentino, regala una parabola panoramica da quaranta metri che calza perfettamente sui piedi di Pulisic per il gol che stappa la partita. Padrone assoluto dell’area di rigore.
Pervis Estupiñán (6.00): Subisce qualche fischio ingiusto da una parte di San Siro per un paio di imprecisioni tecniche durante la prima frazione di gioco. Ha il grande merito di non scomporsi e nella ripresa salva un gol quasi fatto del Lecce con una diagonale difensiva provvidenziale. Diligente e focalizzato sulla fase di ripiegamento.
La Mediana: Eleganza, Muscoli e Incursione (Media Reparto: 6.64)
Luka Modrić (6.83): San Siro gli regala una standing ovation da brividi al momento della sostituzione, ed è una risposta strameritata. Direttore d’orchestra sublime, catalizza tutti i palloni che escono dalla prima linea di costruzione. Ciò che esalta di più non è solo la consueta precisione millimetrica dei passaggi, ma l’umiltà e la grinta con cui rincorre gli avversari negli ultimi venti metri. Maestro di calcio.
Adrien Rabiot (7.10): Dominante sotto ogni punto di vista. Agisce da “scudiero” di Modrić quando c’è da fare legna e da incursore spietato quando il Milan distende la manovra. Il gol del 2-0 è una perla di rara bellezza: un triangolo perfetto in corsa condito da un fendente di sinistro su cui Falcone non può nulla. Giocatore indispensabile negli scacchieri di Amorim.
Samuel Chukwueze (6.00): Molto propositivo ed energetico sulla corsia di destra. Cerca continuamente il taglio profondo e il dialogo stretto con i compagni. Dimostra progressi evidenti dal punto di vista del sacrificio difensivo, anche se gli manca un pizzico di incisività nell’ultimo passaggio o nella conclusione personale.
Alexis Saelemaekers (6.17): Schierato sulla trequarti centro-sinistra, garantisce un lavoro di raccordo preziosissimo in fase di non possesso. Tuttavia, paga dazio con qualche errore di misura e scelte non impeccabili nelle ripartenze più veloci. Comunque utile nell’equilibrio complessivo.
L’Attacco e la Panchina: Pulisic Stella Polare, Moreira “Super Sub” (Media Reparto: 6.78)
Christian Pulisic (7.33 – Il Migliore in Campo): Una prestazione totale. Riapre il suo tabellino personale con una giocata d’alta scuola: aggancio volante impeccabile su lancio di Pavlović e tocco sotto morbido a scavallare il portiere in uscita. Non contento, fa saltare le linee difensive del Lecce servendo a Rabiot il pallone del raddoppio con un colpo di tacco illuminante. Giocatore di un’altra categoria.
Gonçalo Ramos (6.17): La stampa si divide sul suo giudizio. C’è chi sottolinea l’assenza del gol personale e chi invece ne esalta il lavoro immane per la squadra. Partecipa attivamente a due delle tre reti segnate: l’assist di prima intenzione per Rabiot è un cioccolatino solo da scartare, e il pallone rubato con foga da cui nasce il tris di Moreira è farina del suo sacco. Boa tattica fondamentale.
Diego Moreira (6.83): Entra al minuto 69 e impiega pochissimo tempo per incendiare San Siro. Punta l’uomo, aziona il turbo bruciando sullo scatto la difesa salentina e deposita in rete il gol del definitivo 3-0. Terzo sigillo stagionale per un ragazzo che si sta ritagliando un ruolo determinante come spacca-partite.
Ruben Loftus-Cheek (5.50): L’unica nota leggermente stonata della serata. Entra nel finale a risultato già acquisito e commette qualche errore di troppo nella gestione e nello smistamento del pallone. Avrà modo di rifarsi presto.
La Regia Tattica: Ruben Amorim (7.00)
Sorprende tutti non riproponendo il rigido 3-4-2-1 ma disegnando un impianto fluido che varia dal 4-2-3-1 in fase di possesso palla al 4-4-2 in fase difensiva. Questo assetto tattico permette a Luka Modrić di esprimere tutta la propria qualità senza essere soffocato dal pressing avversario, esaltando contemporaneamente le doti d’inserimento degli esterni e di Rabiot. La squadra gioca con pazienza, domina i ritmi della partita e si diverte. I cambi sono puntuali e l’ingresso di Diego Moreira conferma la bontà della lettura della gara. Il suo Milan comincia a mostrare un’identità precisa, moderna e vincente.