Gara da dentro o fuori a San Siro. Il Milan si gioca l’intera stagione e il pass per la prossima Champions League negli ultimi 100 minuti del campionato contro il Cagliari. Un match cruciale che l’allenatore rossonero, Massimiliano Allegri, ha presentato in conferenza stampa a Milanello senza giri di parole, analizzando il momento della squadra, le insidie della partita e rispondendo chiaramente alle domande sul suo futuro e sulla proprietà.
L’obiettivo Champions e il rendimento interno
Il tecnico rossonero ha aperto la conferenza delineando l’importanza del traguardo e analizzando i numeri, non esaltanti, dell’ultimo periodo davanti al proprio pubblico:
”Il ritmo del 2026 in casa è tragico, nelle ultime tre partite a San Siro abbiamo fatto un punto, questi sono numeri. Domani però è l’ultima gara della stagione e abbiamo l’obiettivo alla portata, è un po’ più vicino e bisogna prenderlo, altrimenti non sarà una bella serata. Affrontiamo il Cagliari con grande rispetto, dopo una bella stagione e con un allenatore all’esordio come Pisacane sono arrivati alla salvezza anticipata. Noi domani dobbiamo fare una prestazione seria, sapendo che abbiamo la possibilità di entrare in Champions League”.
La gestione del gruppo e l’insidia dell’atteggiamento
Sul piano mentale e della rosa, Allegri ha confermato di avere tutti gli effettivi a disposizione, sottolineando come la concentrazione debba rimanere altissima per evitare cali di tensione fatali:
”Stanno tutti bene, tutta la squadra è a disposizione, e per questo potranno tornare utili tutti perché la partita si può decidere anche nell’ultima mezz’ora. Il Cagliari è una squadra forte che, statisticamente, subisce gol verso la fine della partita, noi dobbiamo restare ordinati e non strafare, specialmente perché all’inizio sarà difficile. Domani noi corriamo un solo pericolo: l’atteggiamento e un po’ di superficialità. L’errore che non dobbiamo commettere è affrontare la partita con meno concentrazione che a Genova. Servirà una gara seria e l’atteggiamento sarà fondamentale. Dobbiamo vedere le critiche come uno stimolo per fare meglio”.
Il patto di Milanello e l’abbraccio dei tifosi
Un retroscena interessante svelato dall’allenatore riguarda la decisione del gruppo di rimanere in ritiro a Milanello prima del match, un segnale di forte compattezza:
”I ragazzi sono stati i primi a chiedere di potersi fermare venerdì dopo l’allenamento, qui a Milanello si sta bene, abbiamo tempo per lavorare e riposare bene. Da parte loro è stato un atto di responsabilità. Il futuro è domani perché è la partita della stagione, quella più importante per tutti anche per i tifosi. Lo stadio anche domani sarà pieno. La vittoria sarà un ringraziamento anche a loro che, anche nei momenti di difficoltà, ci sono rimasti sempre vicini. Saranno 100 minuti non facili perché ci sono tante pressioni”.
La società, l’impegno di Cardinale e il futuro sulla panchina
Infine, Allegri ha risposto alle inevitabili domande sulle dinamiche societarie e sulla sua permanenza in rossonero, legando il giudizio della stagione all’esito del campo:
”La proprietà è sempre stata vicina alla squadra, vista l’importanza del momento nell’ultimo periodo lo è stata ancora di più e siamo contenti. Io non metto bocca nelle dinamiche, valuteremo da lunedì. Sicuramente la società ci è sempre stata accanto e l’impegno di Cardinale è molto importante. Domani speriamo di vincere e portare a casa questa qualificazione.
Il mio futuro? Ho un contratto col Milan e qui resterò, sono contento di rimanere qua, ma il risultato col Cagliari sposterà l’opinione da una parte o dall’altra. Se andiamo in Champions abbiamo fatto una bella stagione, se andiamo in Europa sarà diverso. Fino a lunedì non possiamo dire nulla. Prima di Genova eravamo morti, dopo tutti vivi. Il risultato di domani è l’unica cosa che conta”.
In chiusura, un momento di leggerezza per congedarsi dall’ultimo appuntamento mediatico dell’anno: “Domani è l’ultima partita e questa è l’ultima conferenza della stagione, ci siamo anche un po’ divertiti dai (ride, ndr)”. Ora la parola passa definitivamente al campo.