A quasi un anno dal suo insediamento ufficiale (avvenuto nel maggio 2025), Igli Tare ha tracciato un bilancio della sua esperienza rossonera in un’intervista esclusiva rilasciata oggi a DAZN. Il Direttore Sportivo, che ha preso in mano le redini del mercato rossonero portando una filosofia fatta di leadership e pragmatismo, ha ribadito il suo legame viscerale con il club che tifava sin da bambino.
«Vincere non è un’opzione, è il Milan»
Le parole di Tare non sono solo dichiarazioni di facciata, ma un manifesto programmatico.
«Il giorno in cui ho chiuso l’accordo è stato uno dei più belli della mia vita. Ma la gioia deve trasformarsi in risultati. Per essere da Milan bisogna tornare a vincere; non basta partecipare. Qua bisogna lasciare il segno e ricostruire una mentalità vincente che non ammette cali di tensione».
L’asse con Ibra e la gestione Allegri
Uno dei temi caldi dell’intervista è stato il rapporto con Zlatan Ibrahimovic, Senior Advisor di RedBird. Tare ha smorzato le voci di tensioni interne definendo il loro legame come il “Patto dei Balcani”:
Schiettezza totale: «Siamo due uomini dei Balcani, ci diciamo le cose in faccia, senza filtri. Questo è l’unico modo per far crescere il club».
Supporto tecnico: Tare ha rivendicato la scelta di affidare la panchina a Massimiliano Allegri (scelta ufficializzata all’inizio della stagione 2025/26), sottolineando come la sua esperienza sia stata fondamentale per stabilizzare lo spogliatoio.
Il futuro: Leadership e Talento
Tare ha anche parlato dei singoli, citando l’esempio di Luka Modric (portato in rossonero come uomo spogliatoio e guida) e il potenziale ancora inespresso di Rafael Leao: «Ha doti incredibili, come dice Modric, neanche lui sa quanto può dare».
L’obiettivo per il mercato estivo 2026 è chiaro: nessun ribaltone, ma innesti mirati per colmare il gap di personalità che ha frenato il Milan nelle scorse stagioni