Mentre il calcio italiano tocca il fondo della sua storia, il Palazzo della FIGC puzza di muffa e di polvere. Dopo il fallimento totale della gestione Gravina, cosa ci propongono come “salvatore della patria”? Giovanni Malagò. L’ennesimo uomo in giacca e cravatta che viene dalle stanze del potere romano, il re del compromesso politico, l’uomo che dovrebbe “gestire” la crisi.
Ma gestire cosa? Qui non serve un amministratore delegato, serve un esorcista! Serve qualcuno che prenda i tablet, i droni e i manuali tattici e li butti in un inceneritore. Invece, la politica spinge per Malagò perché è un profilo che non disturba, che garantisce gli equilibri tra club e governo, mentre il talento in Italia muore di fame.
Il Grido di Baggio: 900 Pagine di Verità che fanno Paura
Roberto Baggio ha scritto un manifesto di 900 pagine. Sapete perché nessuno le cita seriamente in FIGC? Perché quelle pagine sono dinamite. Baggio urla che abbiamo ucciso la bellezza per l’ossessione del controllo.
È uno schifo veder allenatori falliti che, a ragazzini di 10 anni, spiegano come “fare densità” invece di insegnargli a colpire il pallone. A quell’età dovrebbero sognare di dribblare anche i pali delle porte, dovrebbero vivere per la gioia di un tunnel! Invece li trasformiamo in piccoli burocrati del campo, terrorizzati dall’idea di perdere la posizione.
“Stiamo creando dei robot che sanno tutto della tattica e nulla dell’amore per il pallone,” emerge dalle riflessioni del Divin Codino. E ha maledettamente ragione.
Maldini, Baggio e l’Esilio dei “Puri”
Perché un Paolo Maldini, uno che il calcio lo ha nel DNA e lo sputa fuori con competenza e dignità, viene cacciato o ignorato? Perché uno come Baggio non è il direttore tecnico di tutto il settore giovanile italiano?
La risposta è un insulto a tutti noi: perché sono uomini liberi. Gente come loro non si siede al tavolo a spartirsi i voti della Lega Dilettanti o i favori dei politici. La loro “colpa” è mettere la tecnica e la passione davanti ai giochi di potere.
Basta con la Dittatura dei Falliti!
Siamo stanchi di vedere scuole calcio che sembrano caserme.
- Basta con la tattica esasperata a 10 anni: è una violenza psicologica sui bambini!
- Basta con i dirigenti che parlano di “modelli di business” mentre non siamo capaci di fare tre passaggi di fila contro una nazionale del terzo mondo.
- Basta con questa politica sportiva che protegge le poltrone e dimentica i campi di periferia.
Se il successore di Gravina sarà l’ennesimo politico come Malagò, pronto a mediare tra i capricci di Lotito e le esigenze del governo, allora il calcio italiano è ufficialmente morto e sepolto.
Non vogliamo un “garante”, vogliamo un rivoluzionario. Vogliamo qualcuno che entri in FIGC con le 900 pagine di Baggio sotto braccio e dica a tutti: “Da oggi, chi parla di tattica sotto i 14 anni è fuori. Ridate il pallone ai bambini e lasciateli sbagliare, lasciateli sognare, lasciateli vivere!”
NON STIAMO ZITTI! Riprendiamoci il diritto di emozionarci. Condividete questo pensiero, facciamo girare queste parole, facciamo un rumore assordante! Il calcio è della gente e dei bambini, non dei maghi della tattica e dei signori delle poltrone. Sveglia Italia!