Nuova stangata per il club rossonero: la “recidiva reiterata” nel ritardare l’inizio dei tempi di gioco porta la sanzione a livelli record. Ecco i dettagli della decisione.
MILANO – Non c’è pace per le casse del Milan sul fronte disciplinare. Il Giudice Sportivo ha reso note le decisioni relative all’ultimo turno di campionato e, come ormai tristemente consuetudine in questa stagione, il club rossonero figura in cima alla lista delle ammende. Questa volta la sanzione ammonta a 25.000 euro, inflitti per aver “ingiustificatamente ritardato l’inizio della partita e del secondo tempo”.
Una strategia o semplice disattenzione?
Quello dei rientri tardivi dagli spogliatoi è diventato un vero e proprio “caso” nazionale per la squadra di Massimiliano Allegri. Se inizialmente si poteva pensare a un errore di calcolo o a discorsi motivazionali prolungati, la frequenza del fenomeno suggerisce a molti osservatori una precisa scelta tattica per gestire i nervi e la tensione della gara.
Tuttavia, la Lega Serie A non ha mostrato flessibilità. Essendo il Milan un soggetto caratterizzato da “recidiva reiterata continuata”, l’entità delle multe è andata crescendo esponenzialmente nel corso dei mesi:
- Dalle prime sanzioni di 5.000 euro si è passati rapidamente ai 15.000 del match contro la Roma.
- A marzo, dopo il Derby, era arrivata un’ammenda da 22.000 euro.
- Con l’ultima decisione odierna di 25.000 euro, il totale accumulato dal club solo per i ritardi supera ormai abbondantemente la soglia dei 130.000 euro.
Record negativo in Serie A
Con quest’ultima sanzione, il Milan consolida il primato di società più multata del campionato 2025/2026. Dietro ai rossoneri restano il Lecce e la Roma, le cui multe sono però legate principalmente al comportamento delle tifoserie (lancio di fumogeni e petardi), a differenza del club meneghino dove la responsabilità ricade interamente sulla gestione dei tempi tecnici della squadra.
Il monito della Procura Federale è chiaro: in caso di ulteriori violazioni, le sanzioni potrebbero non essere più solo economiche, ma coinvolgere diffide formali verso i tesserati responsabili della puntualità in campo.