MILANO – La domenica di San Siro lascia in eredità al Milan un brusco risveglio. La sconfitta per 1-0 contro il Napoli non è solo un risultato negativo, ma sancisce ufficialmente la perdita del secondo posto in classifica. I rossoneri, ora terzi, si trovano a fare i conti con una flessione che le pagelle dei principali quotidiani sportivi fotografano senza pietà: una squadra solida in difesa, ma quasi impalpabile dal centrocampo in su.
L’analisi tecnica: promossi e bocciati
Analizzando la media dei voti assegnati dai maggiori giornali nazionali, emerge chiaramente dove il meccanismo di Allegri si è inceppato. Tra i pali, Maignan strappa una sufficienza piena (6.0), limitandosi all’ordinaria amministrazione e senza colpe sul gol subito. La nota più lieta arriva dalla difesa: Pavlović si conferma il leader assoluto del reparto con un solido 6.5, lo stesso voto meritato da un ottimo De Winter, sempre puntuale nelle chiusure. Più in difficoltà Tomori, che rimedia un 5.5 per l’incertezza decisiva che ha spianato la strada al Napoli.
A centrocampo le luci sono tutte per Modrić: a 40 anni è ancora l’ultimo ad arrendersi, meritando un 6.5 per qualità e dedizione. Accanto a lui, però, il reparto soffre. Fofana non va oltre il 5.5, penalizzato da troppi errori in fase di costruzione, mentre la maglia nera della serata va a Rabiot, bocciato con un pesante 5.0 per una prestazione lenta e priva di inserimenti.
Il vero problema, però, resta l’attacco. Il tandem pesante scelto da Allegri non ha funzionato: Nkunku si ferma al 5.5, girando spesso a vuoto, mentre Füllkrug riceve un 5.0 figlio di una serata passata nell’ombra dei difensori azzurri. Anche la gestione del tecnico è finita sotto la lente d’ingrandimento: per Massimiliano Allegri il voto medio è 5.0, criticato principalmente per la prudenza eccessiva e i cambi tardivi.
Le parole di Max: “Abbiamo quello che meritiamo”
Nel post-partita, Allegri non si è nascosto dietro un dito. Intervenuto ai microfoni di Sky Sport, il tecnico ha analizzato il momento difficile con il suo tipico realismo, guardando alla classifica con onestà:
“Adesso dobbiamo guardarci dietro? Credo che fosse bello pensare di poter lottare, ma purtroppo, dopo aver perso con Parma e Lazio nel momento decisivo, credo che abbiamo 63 punti, che sono quelli che ci meritiamo di avere.”
Un richiamo alla calma necessario per evitare che la delusione per il sorpasso subito si trasformi in ansia: “Dobbiamo rimanere sereni perché ci sono momenti di difficoltà durante la stagione. Abbiamo 7 partite da disputare e dobbiamo fare un certo numero di punti per rimanere tra le prime quattro della classifica”, ha concluso il mister.
Il finale di stagione
Con il Napoli ora avanti di due lunghezze e l’Inter ormai irraggiungibile, il Milan deve resettare. L’obiettivo minimo della zona Champions resta la priorità assoluta e, con sette finali ancora da giocare, non sono più ammessi passi falsi come quelli visti contro Parma e Lazio. La rincorsa riparte da qui, con la consapevolezza che per riprendersi il secondo posto servirà molta più cattiveria sotto porta.