In vista della delicata sfida dell’Olimpico contro la Lazio, il tecnico del Milan Rúben Amorim ha parlato in conferenza stampa. Tra l’analisi tattica post-Juventus, la gestione del gruppo, il valore dell’avversario e le risposte alle prime critiche della stampa, l’allenatore portoghese ha delineato i temi caldi del momento rossonero.
L’omaggio a Gennaro Gattuso e la sfida alla Lazio
Alla vigilia della trasferta di Roma contro la Lazio guidata da Gennaro Gattuso, Amorim ha speso parole di profonda stima per l’ex bandiera e tecnico rossonero:
“Gattuso è una leggenda del nostro club ed è la dimostrazione che nel calcio non esiste solo il talento, ma contano anche altri aspetti fondamentali come la passione e l’impegno. Ha dimostrato nella sua carriera che la passione può sopperire al fatto di non avere un talento smisurato. Forse negli ultimi anni al Milan è mancato proprio questo spirito: per noi è un esempio importante”.
Parlando della Lazio, Amorim si aspetta un avversario duro e ben organizzato:
“Mi aspetto una squadra molto aggressiva e dall’identità tattica chiara. Hanno fatto un acquisto perfetto per il loro modo di giocare come Davide Frattesi. Sarà una gara d’intensità”.
Il momento di Alphadjo Cissè e la Nazionale
Uno dei nomi copertina di questo inizio di stagione è senz’altro Alphadjo Cissè, fresco del gol al debutto contro la Juventus. Sulle voci relative a una sua imminente chiamata nella Nazionale maggiore, Amorim ha voluto mantenere la calma:
“Se lo mettete in Nazionale non sarà certo timido, giocherà senza paura. Ma secondo me ci vuole tempo per far sviluppare del tutto le sue potenzialità e avere un giocatore completo. Ho già notato, ad esempio, una certa differenza nel suo rendimento tra le partite giocate in casa e quelle in trasferta. Cissè sta giocando benissimo, ma bisogna dargli il tempo di crescere”.
Gestione Pulisic e filosofia di spogliatoio
Desta attenzione la situazione di Christian Pulisic, finito indietro nelle rotazioni nelle prime uscite ufficiali. Amorim ha chiarito la propria linea meritocratica senza mezze misure:
“Pulisic mi piace molto, è un giocatore importantissimo per noi e giocherà tanto durante la stagione. Al momento tiene il muso perché ha giocato poco, ma io voglio che i miei calciatori siano insoddisfatti quando non scendono in campo. Nella gestione del gruppo mi piace non penalizzare chi si allena meglio durante la settimana: anche di fronte al miglior giocatore al mondo, non lo metterò in campo a discapito di chi sta lavorando al massimo. Morirò con questa filosofia. Pulisic si sta allenando bene e lo vedrete in campo questo weekend, vedremo se dall’inizio o a gara in corso”.
L’analisi del pareggio con la Juve e le critiche
Dopo l’1-1 contro la Juventus, sono arrivate le prime critiche al gioco espresso dal Milan. Amorim affronta il tema con lucidità e un pizzico di ironia:
“Le critiche sono assolutamente normali, non credo che qui a Milano me ne arriveranno più di quelle che ho ricevuto a Manchester. Bisogna anche accettare il valore degli avversari: a volte si incontrano allenatori più bravi come Spalletti e bisogna prenderne atto. Ho capito cosa aspettarmi dopo la gara con la Juve; ho percepito che più di qualcuno non vedeva l’ora che io inciampassi.
Con la Juve non abbiamo giocato bene come collettivo. Abbiamo perso troppi palloni senza pressione e tutte le loro occasioni sono nate da nostri errori banali. Nel primo tempo siamo stati ordinati nel possesso, ma siamo mancati negli ultimi 30 metri riempiendo poco l’area. È mancata la giusta energia, ed è un aspetto su cui abbiamo lavorato duro durante la settimana”.
Identità, confronto tattico e la classifica
A chi gli chiede un paragone con altre realtà emergenti della Serie A (come il Como di Fabregas), Amorim risponde rivendicando la propria autonomia tattica:
“Non sono concentrato su quello che fanno le altre squadre, ma sul livello che dobbiamo raggiungere noi. Non voglio copiare nessuno: se uno vuole il gioco del Como deve ingaggiare l’allenatore del Como. Io ho la mia identità, ho promesso di mettere sempre il Milan al centro del progetto e a fine stagione o a fine ciclo vedremo chi avrà avuto la meglio.
La classifica attuale non mi interessa minimamente. Essere primi per una notte in caso di vittoria domani sarebbe speciale giusto per i bambini, per mio figlio! Per me conta solo vincere e costruire un percorso solido nel tempo, esattamente come hanno fatto Inter e Juventus.”